La creazione di un progetto professionale efficace è un passaggio fondamentale per tutte le persone che si trovano ad affrontare una fase di transizione lavorativa, vediamo come fare.

Molto spesso le persone che aiuto nella ricerca del lavoro alla mia domanda “ma che lavoro vorresti fare?” rispondono con un’affermazione che assomiglia alla seguente “a me va bene tutto mi basta lavorare”.

Alla richiesta di approfondire quanto detto scopro che, nella maggior parte dei casi, le persone utilizzano questa risposta come un valore aggiunto che si sta offrendo al selezionatore, molte volte passato sotto il termine di “flessibilità”. Se analizziamo questa frase però, ci accorgiamo di come possa nascondere una serie di significati che vanno proprio nella direzione opposta, vediamo alcuni esempi:

  • “mi va bene tutto” quindi su che base valuti un lavoro? Unicamente rispetto allo stipendio? O alla fatica fisica o cognitiva che richiede? O alla vicinanza/lontananza da casa?
  • “mi basta lavorare” questa risposta si collega principalmente ai bisogni della persona che possono essere i più diversi quali avere uno stipendio, avere una garanzia per altri investimenti (mutuo, acquisti, ecc.) oppure semplicemente uscire dallo stato di inattività attuale.

Mettiamoci ora nei panni del selezionatore o del datore di lavoro che ci dovrebbe assumere, cosa può pensare?

Un datore di lavoro giunge a selezionare una persona perché, dopo aver valutato il fabbisogno professionale (in modo più o meno strutturato), ha individuato una o più profili specifici da inserire nella propria azienda e non una persona a cui vada bene tutto. Questo è strettamente collegato alla maggiore specializzazione richiesta in tutti i settori professionali che rendono i lavoratori “generici” sempre meno appetibili nel mercato attuale.

Gli esempi di risposta citati precedentemente si collegano ai bisogni come motore trainante della propria motivazione al lavoro. Come sostenuto da Massimo Bruscaglioni nel suo libro “Il gusto del potere” il bisogno è “legato alla frustrazione, è spiacevole, imprescindibile, specifico, riferito al passato”, quasi un fardello con cui dobbiamo fare i conti che ci può ostacolare anche nella ricerca di un lavoro.

Con questo non voglio sostenere che i bisogni sopra elencati siano inutili o possano essere tralasciati, anzi, ma che sia necessario accompagnare ad essi anche una dimensione maggiormente desiderante, proattiva e orientata al futuro, che ci permetta di costruire nuovi scenari possibili al posto di riproporre percorsi già intrapresi.

Accade spesso che la situazione della persona in cerca di lavoro sia complessa e difficile sia dal punto di vista materiale (mancanza di mezzi di sussistenza) che dal punto di vista psicologico e che per questo risulti praticamente impossibile riuscire a pensare a quelli che sono i propri desideri quando i bisogni sovrastano tutto il resto.

Come fare quindi a tenere in considerazione anche altri aspetti diversi dai bisogni nel momento in cui ci si approccia alla ricerca del lavoro?

Uno strumento fondamentale è il progetto professionale!

Ecco di cosa si tratta.

Sempre più spesso si sente parlare di ricerca “attiva” del lavoro e il progetto professionale è uno degli elementi fondamentali di questo nuovo modo di muoversi nelle fasi di transazione professionale. Non basta semplicemente rispondere agli annunci inviando un curriculum e una lettera di presentazione, occorre darsi una direzione più precisa e muoversi anche al di fuori dei canali tradizionali.

Quali sono i vantaggi principali collegati alla definizione di un progetto professionale?

  • Più consapevolezza rispetto alle proprie scelte lavorative e ai propri valori professionali
  • Più consapevolezza rispetto ad eventuali gap formativi da colmare per raggiungere l’obiettivo professionale prefissato
  • Più conoscenza del settore/mercato di riferimento a livello economico, geografico e occupazionale
  • Più responsabilità rispetto alle proprie scelte e ai loro esiti.

Ecco 5 domande che possono aiutarti a definire il tuo progetto professionale:

1- Quali profili rispecchiano i miei interessi e le mie aspirazioni professionali?

Questa domanda apparentemente semplice deve essere approfondita adeguatamente individuando uno o più profili professionali specifici che contengano le caratteristiche che ricerchiamo nel lavoro in termini di obiettivi, tipologie di contratto, attività, settore, orario, distanza, ecc.
Per riuscire ad eseguire questa analisi con maggior facilità si può fare riferimento alle proprie esperienze precedenti, professionali o meno, ed individuare le caratteristiche di quei ruoli e contesti che abbiamo apprezzato e quelle che invece erano meno in linea con la nostra idea di lavoro.

2- Quali competenze caratterizzano i profili professionali che ho individuato?

Un secondo passaggio consiste nell’analisi delle competenze relative ai diversi profili professionali individuati. Si tratta di definire quali sono le conoscenze, le capacità tecnico-professionali e le competenze trasversali che descrivono un determinato profilo. Per aiutarci in questa analisi sono diversi gli strumenti on line a disposizione ma uno dei più semplici da utilizzare è il repertorio delle professioni ISFOL che ti permetterà di avere una panoramica dei diversi profili lavorativi e delle loro caratteristiche in termini di compiti, conoscenze, attitudini. valori, ecc.

3- Quali competenze possiedo già e quali devo invece acquisire o perfezionare?

In seguito all’analisi dei profili occorre effettuare un piccolo bilancio di competenze personale per individuare eventuali gap formativi da colmare. Rispetto alle conoscenze teoriche si potranno individuare eventuali tematiche da approfondire attraverso lo studio di testi o la frequenza di corsi (on line o in presenza). Le capacità tecnico-professionali potranno essere approfondite attraverso corsi di formazione o esperienze di stage, tirocinio e volontariato. Per quanto riguarda le competenze trasversali occorre comprendere se si è in possesso di quelle fondamentali richieste dal lavoro e, in alternativa, capire in quali contesti potrebbero essere sviluppate.

4- Quanto ho adattato i miei strumenti di ricerca rispetto alle informazioni acquisite?

Il curriculum vitae e la lettera di presentazione non sono dei documenti statici che possono essere utilizzati indifferentemente per qualsiasi profilo. Sulla base delle riflessioni fatte rispetto alle competenze che caratterizzano i profili di tuo interesse è necessario adattare la lettera di presentazione e il curriculum mettendo in evidenza le motivazioni che ti portano a candidarti, le competenze tecniche e trasversali che già possiedi rispetto al profilo desiderato e le esperienze che ti hanno permesso di svilupparle. Puoi creare diverse versioni del curriculum vitae in modo da evidenziare maggiormente le esperienze formative e professionali in linea con il lavoro per il quale ti stai candidando.

5- Qual è il mio piano d’azione?

Definire un piano d’azione è fondamentale perché ti permetterà di monitorare costantemente le tue azioni e di valutare eventuali cambiamenti di strategia sulla base degli errori o dei successi precedenti.

Prima di definire un piano d’azione efficace occorre innanzitutto analizzare i settori all’interno dei quali operano i profili di tuo interesse e le potenziali organizzazioni alle quali potrebbe essere inviata la propria candidatura. In seguito è necessario a definire il piano d’azione in termini di attività da svolgere (invio cv, contatto telefonico, autocandidatura via mail, ecc.), strumenti da utilizzare (curriculum vitae cartaceo o digitale, lettera di presentazione, video cv, ecc.) e tempi necessari per realizzare le diverse attività. Un ulteriore passaggio può riguardare l’individuazione di eventuali opportunità o criticità legate ad un settore, un’azienda o un determinato profilo in modo da poter anticipare le possibilità e gli ostacoli che potremmo dover affrontare.
Se siete già riusciti a dare una risposta a queste domande siete pronti per iniziare la ricerca!

In caso contrario non vi preoccupate, definire un progetto professionale può essere un processo lungo e faticoso ma vi porterà sicuramente ad avere più chiari quali sono i vostri obiettivi futuri!

Written by Christian Polo